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McTominay despre Napoli spune că echipa italiană l-a impresionat

Calcio Napoli 1926I migliori video scelti dal nostro canalecalcionapoli1926 interviste McTominay: “Napoli mi ha colpito per la passione, Starace un nonno. Mazzocchi lo porterei ovunque”ultimissime calcio napoliLunga intervista del centrocampista scozzese a „Champions Journal”Lunghissima intervista per Scott McTominay, il centrocampista ha parlato ai microfoni della UEFA per il numero 26 di Champions Journal.—  Prima di tutto, possiamo riflettere sulla mentalità di Scott McTominay come persona quando è arrivato in Italia 18 mesi fa? In che modo sei cambiato nel tempo trascorso qui a Napoli?De Laurentiis-Conte, prove di…rinnovo? L’intenzione del patron e la posizione del tecnico sul futuro – Roma“Sento di non essere cambiato molto. La mia personalità è molto, molto simile – se non identica – a quando ero nel Regno Unito. Forse qui hai più fiducia e senti la fiducia dell’allenatore nel farti giocare spesso, quindi direi che probabilmente è questa l’unica cosa che è cambiata. E forse i miei capelli. E basta”.Il ritmo della vita è diverso qui? Come ti adatti a una città diversa e alle persone?“Per me è ancora un po’ surreale. Potevo girare per Manchester, ovunque volessi, e la gente non mi riconosceva troppo, non come succede qui. Mi ci sto ancora abituando. È molto, molto diverso. Però ti abitui e qui ti danno tanto aiuto e supporto. C’è un forte senso di famiglia con tutti, con i cuochi, i tassisti, le persone del club. È davvero bellissimo. Il senso di famiglia è qualcosa con cui sono cresciuto sin da bambino, mi piace molto”.Qual è stata la prima cosa che ti ha colpito a Napoli?“La passione delle persone qui per la squadra, per la cultura, per lo stile di vita. È ancora così intensa oggi. Non mi ci sono ancora abituato”Durante il tragitto in taxi per venire qui, ho detto che avrei intervistato Scott McTominay e subito l’autista ha detto: “Numero Uno!” e “Il Re!”. Come ti fa sentire avere un’adorazione del genere da parte della gente di questa città?“Non riesco a spiegarlo senza sembrare presuntuoso. Mi fanno sentire davvero speciale, cosa rara nel calcio perché c’è molta critica, ci sono molte opinioni. Ma i tifosi qui… voglio solo ripagarli al meglio, perché dal momento in cui sono arrivato all’aeroporto è stato… wow! Mia madre diceva: “Che sta succedendo?” perché c’erano tantissime persone lì per vedermi. Mi ha davvero sorpreso, momenti così non li dimenticherò mai”.Qual è la differenza più grande nel giocare in Italia?“La differenza più grande l’ho vista nella mia prima partita. Ero in panchina contro il Cagliari. Mia mamma, mio papà e la mia ragazza erano sugli spalti e sentivo queste esplosioni tra il pubblico, i fuochi d’artificio e non riuscivo a credere a quello che vedevo. È così diverso. Non avevo mai vissuto niente del genere in uno stadio prima. Ovviamente il calcio è diverso dalla Premier League e da altre cose, ma i fuochi durante 

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