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Cardinale afirmă că Milan este un eșec fără Champions League și pe piața transferurilor trebuie să cheltuiască mai bine alături de Max

Il proprietario: „Sono qui per vincere, non per i soldi. Anche Allegri e i giocatori sono delusi. valuterò tutto e tutti, ma ora testa solo alle ultime due partite”Cardinale a Milanello con Tare e Modric nel gennaio scorsoArrabbiato. Per i risultati, certo. Ma ancora di più con chi mette in dubbio la sua voglia, anzi ‘l’urgenza’ di vincere. Deluso. Perché dopo una buona stagione “stiamo rischiando di buttare via tutto”. Lucido. Perché l’analisi di cosa ha funzionato e cosa no è già (ovviamente) partita, “ma ora non è il momento, ora siamo tutti concentrati sulle ultime due sfide da vincere”. Gerry Cardinale non parla spesso, se lo fa adesso è perché l’ora è delicata. E ritiene utile mettere ordine nella materia Milan, dove in troppi hanno voglia di aggiungere elementi di confusione. L’estate porterà cambiamenti, questo è sicuro. Senza voler trarre conclusioni definitive, non pare un dettaglio che in mezz’ora di conversazione compaia tre volte il nome “Max”. E solo il suo. Cardinale perché ha deciso di parlare? “Come sa, di solito non concedo interviste, penso che le parole valgano poco, sono i fatti a dover parlare. Ma capisco che, in un momento come questo, sia giusto dare un messaggio chiaro”. Cosa sta succedendo al suo Milan in caduta libera? “Max e la squadra hanno fatto un ottimo lavoro per quasi tutto il campionato. Siamo stati in testa alla classifica, in corsa per lo scudetto fino alla partita contro la Lazio. E poi nelle ultime cinque partite, stiamo rischiando di gettare al vento la stagione. Sono nel mondo dello sport da tre decenni, so che queste cose succedono, ma questo non ti fa sentire meglio. Ora siamo concentrati nel vincere le ultime due partite. Ma, devo dire, agiamo dentro un contesto non facile: tante polemiche e tante falsità. Francamente sono un po’ deluso”. C’è una cosa che vuole smentire subito? “Per esempio che mi interessa solo il denaro e non vincere. È assurdo. Se guarda alla mia vita e alla mia carriera, io ho sempre vinto. E quindi, questa idea che io farei una cosa senza l’obiettivo di essere i numeri uno e di vincere con continuità (e sottolineo con continuità, concetto che sfugge sempre) è ridicola. Ma appunto devono essere i risultati a parlare e quando le prestazioni non raggiungono il loro potenziale come adesso, sono decisamente agitato. Io non alleno, non segno gol, non difendo, ma posso fare la mia parte: la mia parte è fornire le risorse finanziarie perché possiamo continuare a schierare una squadra vincente, non solo in Serie A, ma, si spera, anche in Europa. Questo è il mio lavoro, e sono piuttosto bravo a farlo”. Torniamo ai risultati deludenti. “Non sono contento, ovvio. Max non è contento, i giocatori non sono contenti. Vincere resta la priorità e vi posso assicurare che tutti vogliono vincere. Non aver vinto lo scudetto è una delusione, se non entriamo nelle prime quattro è un fallimento. Abbiamo avuti molti infortuni, adess 

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