caro vita
Con il prezzo della benzina osservato il 6 maggio 2026, si registra il valore più alto da ottobre 2023. Il taglio delle accise avrà effetto più avanti, intanto crescono i disagi per automobilisti ed esercenti di servizi NccSale la benzina self-service a 1,934 euro/litro sulla rete stradaleNonostante il prolungamento del taglio alle accise fino al 22 maggio 2026, per mezzo del decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 30 aprile, mercoledì 6 maggio 2026 il prezzo della benzina ha raggiunto il valore più alto degli ultimi due anni e mezzo. Dire “il pieno, grazie” diventa uno dei gesti più costosi della vita di tutti i giorni. Dopo solo sei giorni dall’emanazione del decreto, si è registrato un prezzo della pompa verde self-service di 1,934 euro/litro per la rete stradale, superando il valore più alto osservato dall’11 ottobre 2023. Restano leggermente invariati il gasolio self, a 2,042 euro/litro (-1), il Gpl a 0,821 euro/litro (+1) ed il metano a 1,572 euro/kg (-1). Sui tratti autostradali il prezzo della benzina si fissa a 1,989 euro/litro (+8), il diesel a 2,112 euro/litro (-2), Gpl a 0,928 euro/litro (+1) e il metano a 1,594 euro/kg.PERCHè I PREZZI NON CALANO— L’automobilista di tutti i giorni si trova, dunque, davanti ad un paradosso: dallo Stato vengono confermati i tagli sulle accise, ma il prezzo continua a crescere raggiungendo il valore più alto degli ultimi 31 mesi. Un primo fattore che ostacola l’abbassamento dei costi dei carburanti è il tempo di latenza di cui i benzinai necessitano per smaltire il carburante acquistato al prezzo maggiorato. Il prezzo alla pompa potrà dunque mostrare un prezzo realmente ribassato solo quando il benzinaio avrà riempito le cisterne ad un prezzo che tenga in considerazione del taglio delle accise. Una seconda ragione è dovuta, invece, al saliscendi che le quotazioni dei carburanti hanno come conseguenza delle fluttuazioni di mercato, inevitabilmente influenzate dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello stretto di Hormuz.DISAGI PER i servizi NCC— In risposta ai risultati poco soddisfacenti per gli automobilisti, il presidente di Federnoleggio Confesercenti, Giuseppe Contrafatto, ha giudicato il taglio delle accise una manovra insufficiente per supportare il settore delle imprese del noleggio con conducente (Ncc) e del trasporto passeggeri non di linea. «Per le nostre imprese – dichiara Contrafatto – questo intervento continua a essere una goccia nel mare. L’incremento dei costi energetici incide in modo insostenibile sui bilanci aziendali, con aggravi che per un’impresa media possono arrivare fino a 3mila euro in più al mese rispetto allo scorso anno». Secondo Contrafatto, ci sarebbe una disparità nella gestione della crisi tra i vari settori: «Il trasporto non di linea dei passeggeri continua a essere escluso dalla misura del credito d’imposta per le maggiori spese per carburante, dalle quali invece sono stati prog
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