Atta în centrul atenției pentru mușchi, dribbling și gândire rapidă

Arrivato dal Metz quasi in sordina, il francese classe 2003 si è costruito spazio: qualità tecniche, capacità di creare superiorità e una crescita evidente anche sul piano fisicoA tanto silenzio e compostezza, corrisponde altrettanta passione e fantasia. Arthur Atta va dritto per la propria strada, senza fronzoli. Il suo concetto di senso estetico ha ragione d’essere solo se è concreto. La tecnica deve essere declinata nella pratica, la giocata non può essere fine a sé stessa. La rassegna degli idoli calcistici contiene tutto il pensiero. “Adoro i giocatori che sono una gioia per gli occhi: Kroos, Gourcuff, Neymar, Modric, De Bruyne”. Ma in cima alla lista c’è Cristiano Ronaldo, forse la macchina di gol più letale che sia mai nata. Un esempio anche quando si parla di abnegazione. E qualcosa si percepisce dall’autocritica di Atta. “Mi piace molto dribblare, e anche usare la ‘trivela’, il calcio con l’esterno del piede, dando l’effetto alla palla. Prima o poi voglio provare pure la ‘rabona’, incrociando i piedi e colpendo il pallone con quello più arretrato. Invece devo migliorare nel gioco aereo: sono alto ma non ho mai segnato di testa”. A ogni modo, la sua cena da sogno sarebbe con Novak Djokovic. “Amo la sua personalità, la sua ambizione di vincere”.Abbonati, puoi disdire quando vuoi. 

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