Polonara spune că întâmpină dificultăți la dribling și își dorește să rămână în baschet

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L’ex alla della Nazionale: “Mi sono accorto che non sarei tornato quello di prima. Penso a una carriera di allenatore. Il Beli e gli altri mi sono stati vicini anche nel coma”Ieri l’addio al basket con un post sui social che, come racconta lo stesso Polonara, “ha spiazzato un po’ tutti, persino mia moglie! Anche se era nell’aria”. Oggi ha spiegato la sua decisione ai microfoni di Sky. L’ex ala azzurra stava provando a rientrare in campo dopo una battaglia durissima contro una leucemia mieloide che lo aveva colpito pochi mesi fa, costringendolo a un trapianto di midollo e a un lungo calvario clinico. “Avevo iniziato a lavorare fisicamente già a gennaio. Ho preso la palla un mesetto fa, ad Avellino, società che ringrazio. Ma allenandomi ho capito che non sarei più tornato quello di prima. Non riuscivo bene a palleggiare con la mano destra, e non ho più 20 anni: ho avuto due patologie importanti, non aveva senso rischiare”.Una scelta obbligata: “È stata una mia decisione, anche se un po’ costretta: non sarei più tornato quello di prima e volevo essere ricordato per quello che ero in campo, non per quello che sarei stato. Ho messo il post e poi sono salito in aereo: ho ricevuto tantissime chiamate”. Achille non ha però alcuna intenzione di lasciare il mondo del basket, che gli ha regalato anche amicizie preziose: “Ho legato tanto con alcuni dei miei compagni, Belinelli, Pajola, Visconti, Spissu, mio compagno in nazionale e a Sassari. Anche nei momenti più difficili sono venuti a trovarmi, la loro vicinanza è stata importante. Mi piacerebbe restare nel basket, penso a una carriera da allenatore: non ci avevo mai pensato, ma è un’idea”.Leggi ancheLa Gazzetta dello Sport© RIPRODUZIONE RISERVATA 

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