Fiat 124 a motorizat URSS prin acordul de licență încheiat acum 60 de ani

anniversari
Nel 1966 l’industria italiana dell’automobile gode di uno stato di salute invidiabile. Sulla spinta del boom economico del dopoguerra, il settore vive ancora un momento brillante, che s’incrinerà solo verso la fine del decennio e all’inizio di quello successivo. La Fiat è un colosso industriale, con un potere economico, politico e industriale enorme nel contesto italiano: la sua espansione ha ridisegnato la fisionomia sociale di una città come Torino, con il trasferimento di decine di migliaia di lavoratori dal Sud Italia che trovano occupazione soprattutto a Mirafiori. L’azienda, del resto, in quel momento conta 158.500 dipendenti (oltre 50 mila dei quali lavorano a Mirafiori, le cui dimensioni sono state raddoppiate tra il 1956 e il 1958) e fattura intorno ai 1.000 miliardi di lire; la produzione, che nel 1959 era di 425 mila vetture l’anno, arriva in meno di un decennio a superare 1,75 milioni di esemplari. La sua gamma di modelli, del resto, copre quasi tutti segmenti del mercato, partendo dalle utilitarie con la Nuova 500, la 600 e la 850, proseguendo con le berline medie 1100 e 124 (che nasce proprio nel 1966) e coprendo la nicchia delle vetture sportive con le versioni coupé e spider della 850 e con la prestigiosa Fiat Dino (coupé e spider) a motore Ferrari. Per il colosso industriale guidato da Vittorio Valletta è il momento di guardare ai mercati internazionali più promettenti, uno dei quali è l’Unione Sovietica. Ed è per questo che sessant’anni fa, il 4 maggio del 1966, è lo stesso Valletta ad annunciare, nel salone dell’attuale Centro storico Fiat, l’edificio liberty di Torino dov’è nata l’azienda, l’accordo sottoscritto con il ministro per l’Industria automobilistica sovietica Alexandr Mikhailovich Tarasov per la produzione in Urss di vetture Fiat. Il contratto, che sarà perfezionato il 15 agosto dello stesso anno a Mosca, prevede che l’industria italiana fornisca il progetto completo di un nuovo stabilimento e ceda il know-how e i diritti per la produzione in loco di due modelli, entrambi derivati dalla 124 e adattati alle caratteristiche delle strade e del clima russi. Per la realizzazione della fabbrica la scelta cade sulla città di Togliatti, il cui nome onora il leader italiano del Partito comunista scomparso due anni prima, situata nella regione di Samara, a poco più di un migliaio di chilometri di distanza da Mosca. Ed è lì che sorgerà il grande stabilimento della AvtoVAZ, destinato a funzionare a regime nel 1970 per la produzione della Lada-VAZ 2101, conosciuta anche come Ziguli, ossia la versione russa delle Fiat 124 berlina e familiare. La cerimonia di Torino, oltre a suggellare un’operazione industriale di enorme valore economico, ha un peso notevole anche nel panorama politico internazionale: segna, infatti, un’importante apertura verso l’Urss in anni ancora caratterizzati dalla Guerra fredda, che ha portato il mondo sull’orlo di 

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