L’ex bomber: “Novellino mi ha insegnato tanto, Recoba fantastico, quell’anno ci trovavamo come se ci conoscessimo da sempre”Il Venezia torna in Serie A dopo appena un anno dalla retrocessione. Una cavalcata perfetta della squadra di Stroppa, che si guadagna la promozione con un turno d’anticipo. “Non mi aspettavo che potesse stare quasi sempre in cima al campionato”. Un po’ sorpreso Filippo Maniero – miglior cannoniere della storia dei lagunari con 59 gol in 128 presenze, insieme a Francesco Pernigo – lo è: “Continuo nei risultati e attaccanti fenomenali, è stato un grande Venezia”.Dica la verità: se ad agosto le avessero detto del Venezia in Serie A in anticipo? “Non ci avrei creduto. Anche se mi aspettavo la risalita imminente, quello sì. Non pensavo che potesse dominare così tanto il campionato, è quasi sempre stato primo in classifica da gennaio in avanti”.A chi vanno dati i meriti? “A Stroppa, un mago delle promozioni. E poi gli attaccanti, quelli che fanno la differenza. Adorante e Yeboah, il 9 e il 10 della squadra. Hanno fatto quasi trenta gol in due, si amalgamano bene per caratteristiche. E poi merito al collettivo: si vince e si perde tutti insieme”.Un consiglio che darebbe al Venezia per la prossima stagione? “Mantenere lo zoccolo duro della squadra. La società non deve incominciare a vendere a destra e sinistra: creare un gruppo non è semplice. Continuare con l’ossatura che ti ha portato in Serie A è il primo passo da fare. Poi bisognerà valutare alcuni giocatori: c’è chi rende in B e in A fa fatica. Stroppa, di sicuro, deve rimanere”. Ha parlato di società: le piace l’attuale proprietà americana? “Non conosco nessuno di persona, mi sembra che però abbiano un progetto solido. Ritornare subito in Serie A non è una missione facile, anche per questioni di motivazione. Soldi ci sono e idee anche”. Quanto è cresciuta la Serie B negli ultimi anni? “C’è sempre equilibrio, come ai miei tempi. Nella stagione del ritorno in Serie A (2000-2001, ndr), arrivammo quarti con Prandelli. Difficilmente vedi grandi differenze di punti. Basta vedere la lotta salvezza oggi, ci sono tante squadre attaccate”. Nella stagione 2001-2002 lei segnò 18 gol in Serie A, record in carriera, ma non bastarono per salvare il Venezia… “Erano altri tempi. Tra l’altro retrocedemmo con… 18 punti, scherzo del destino. Nel calcio di oggi è difficile vedere una squadra retrocedere con un attaccante che segna quasi 20 gol. Non eravamo scarsi, ma quando incappi in stagioni che girano male…”.Tra l’altro, in quell’annata segnò contro Milan, Inter, Lazio: insomma, contro grandi del campionato. A quale gol è più legato? “La doppietta in casa del Torino prima di Natale: abbiamo festeggiato tanto. Anche l’1-1 a San Siro contro il Milan, con il gol di Shevchenko e il mio pareggio di testa. Per una squadra che doveva salvarsi era un punto d’oro”.L’allenatore con cui ha legato di più
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